L’acconciatore: quando un arte diventa passione.

Che si tratti di barbieria o hair style, l’arte dell’acconciatore rimane una delle professioni che anticipano lo sguardo sul futuro, lasciando la sua impronta nella costruzione dell’immaginario culturale della società. Filippo Matalone ci racconta come un mestiere può diventare passione.

Ci racconti la storia della sua attività e della sua formazione.

Ci tengo a dire che questo lavoro è una vocazione più che una professione. In 30 anni di attività ho cercato sempre di migliorare, grazie a nuove tecniche che permettono di stare al passo con i tempi; il tutto con tanta passione. Nel 1990 ho aperto il primo centro “FO.PA.U” (Formazione professionale acconciatori unisex) a Crotone e, nel 1996, è nata anche la sede di Catanzaro, la quale rilascia anche degli attestati di qualifica professionale.

La scuola coincide anche con le attività del suo salone?

Si! Da qui è partita una formazione continua, convogliata nel “New Cutting System”: un metodo internazionale che racchiude tutte le tipologie di taglio, sviluppate in passato nelle scuole e nell’attività, mettendo insieme, su di una sola conformità cranica, diversi stili, rispettando le regole e le simmetrie. Varie di una forma e sviluppando da subito quella creatività che diventa moda.

Il settore “acconciatore” è un settore in crescita, nonostante la crisi?

E’ una delle poche attività che non ha mai smesso di crescere, anche perché ormai unisce tante categorie, senza distinzione di genere; sta alla volontà di ognuno di noi andare al passo con i tempi e tenersi in aggiornamento continuo.

Il suo salone è unisex. C’è ancora molta differenza, tra le richieste, di uomo e donna?

C’è stato un periodo in cui vi era molta omogeneità per i tagli e la tinta; oggi è ritornato il taglio corto per l’uomo, riportando in luce la vecchia figura del barbiere, in una veste più moderna e professionale.

Tra le esperienze di questi anno, qual’è stata la più gratificante?

Sicuramente le selezioni di Miss Universo, che si sono tenute Le Castella. Io e il mio staff abbiamo curato il look di 150 modelle e a me è toccato acconciare la vincitrice italiana. Poi è arrivata Miss Italia, Una ragazza per il cinema e anche Miss Mondo; esperienze che mi hanno aperto tante porte. Inoltre la mia scuola ha partecipato a diversi concorsi e tante competizioni.

Esiste un approccio “scientifico”, nell’individuare lo stile adatto per ognuno di noi?

Diciamo che il look è il primo abito di una persona: prima ci sono delle correzioni estetiche che evidenziano l’unicità delle persona; poi c’è la morfologia del viso da individuare grazie al volume dei capelli; cosi la conoscenza dei sistemi di taglio riesce a dare il modulo giusto, dove serve. Vi sono anche le caratteristiche psicologiche, collegate alla personalità e al carattere; da questo si riesce a tirare fuori il look adatto alla persona.